(sguardo su) – “Da tempo denunciamo la corruzione di questo sistema di concorsi che ha prodotto si opere architettoniche di valore ma ha anche generato, da un lato, i professionisti delle giurie (stars, critici, direttori di riviste, direttori di istituzioni culturali), e, dall’altra, un’aristocrazia di architetti miliardari, famosi, privilegiati, che hanno dato l’assalto alla diligenza senza porsi troppi scrupoli etico-professionali”.


 

Paesaggistica e linguaggio grado zero dell’architettura

(transiti e metamorfosi) - Mi domando se non sia un po’ sfuggire le ragioni più profonde del fallimento dell’Urbanistica dei Piani esaltando il ruolo salvifico dell’architettura; insomma, se non sia un po’ troppo ottimistico (e persino pericoloso) individuarne le cause nelle “previsioni architetoniche di qualità”, se non sia un po’ troppo utopico restituire “piena libertà all’edilizia”, se non diventi un po’ troppo facile rifugiarsi nell’“impegno creativo sul territorio”.


 

Anonimo del XX secolo

(transiti e metamorfosi) – “(…) il fatto è che ancor oggi io, faccio saltellare il sasso sul palmo delle mani, oggi come sempre, e un rapporto esiste, un rapporto nuovo sta per stabilirsi sulla terra, un nuovo rapporto fra soggetto e oggetto, fino all'annullamento di questo dualismo soggetto-oggetto, questo rapporto esistenziale fra due realtà, quella del sasso e quella dell'uomo, quel rapporto che io chiamo dell'anonimo del XX secolo. Anonimo finalmente non perché senza nome, ma perché avendolo, non gli da importanza alcuna. (...) Non è facile scrivere contro coloro che ti hanno nutrito, ti hanno insegnato. Scrivere contro quelli che hai amato, stimato, ammirato. Quelli che in fondo hanno fatto la terra così com'è, specie in questo ultimo secolo”.


 

Lettera aperta al giudice Marra

(sguardo su) – La lettera aperta che pubblichiamo si riferisce all’ordinanza emessa dal Tribunale di Ivrea in merito alla vicenda di Villa Colli a Rivara, ed è sottoscritta dai membri attivi del Comitato Internazionale costituito nel corso del 2005 per la salvaguardia della Villa stessa. Leibniz, che oltre ad essere un grande filosofo fu anche un grandissimo giurista, definiva la legge e il giudizio in termini essenzialmente etici ed esistenziali, come “caritas sapientis”. Ne siamo ben lontani, anche se vogliamo continuare a riporre fiducia in uno stato di diritto che l’Italia, attraverso le proprie istituzioni, dovrebbe essere in grado di garantire e rappresentare.


 

In margine ad Archivio Spinoza di Carlo Sini

(la ragione e l’altro) - Lo abbiamo detto in altra circostanza, e non ci sembra male ripeterlo: vi è tra i filosofi (invero pochi) chi, con grande fatica, sta cercando di mostrare come il compito della filosofia dovrebbe essere quello di richiamare le scienze allo spinozismo, ad un “sentire il mondo” che superi il dualismo mente/corpo, in altre parole il dualismo tra conoscenza dei sensi e conoscenza razionale istituito dal (seppur grandioso) gesto cartesiano. Se è così, le conseguenze, anche per l’architettura, sono immense, al momento neppure del tutto immaginabili. Forse perché gli architetti non hanno ancora attraversato quella soglia che mette in crisi l’impalcatura del moderno.


 

(transiti e metamorfosi) – “L’inafferrabile visione” è il titolo del libro di Paolo Cappelletti inserito nella collana “lo spoglio dell’occidente” della Jaca Book. Per gentile concessione dell’editore, ne riproponiamo alcuni brani (ripresi dall’ultimo capitolo, “la mappa”) per più di un motivo: a) il libro è estremamente apprezzabile, oltre che per qualità e profondità di contenuti, per chiarezza espositiva; b) per quanto ne sappiamo, non esiste una collana paragonabile, per importanza e coraggio d’iniziativa, a “lo spoglio dell’occidente”.
Cappelletti muove da un’analisi critica degli scritti teorici, delle lezioni tenute al Bauhaus e di alcune tra le opere più rilevanti dell’artista svizzero, per proporre un percorso che giunge alla comprensione del “pensiero pittorico” kleeiano (e della scrittura da cui esso deriva) capace di configurare un’arte come puro processo segnico, tale per cui “non può darsi esperienza consapevole della figurazione del mondo se non all’interno del pensiero pittorico e del suo foglio-mondo”. Sicché l’uomo stesso, nell’emergere della propria gestualità creativa, si scopre evento di mondo, segno, analogon del mondo.


 

Louis Kahn, iperboreo ipoebreo

(transiti e metamorfosi) – Tra i meriti del libro “Louis Kahn, iperboreo ipoebreo” edito da Biblioteca del Cenide, vi è quello di togliere terreno fertile a tutta quella critica che ha tentato di glorificare e incastonare Kahn nell’alveo della Storia con una furbesca «botta di ginocchio», e a tutta quella pletora di epigoni incapaci di scavare nelle pieghe della produzione «più enigmatica del dopoguerra» ribaltandola «in abbecedario della composizione architettonica». È come se Ugo Rosa si chiedesse: come può una figura di mondo significare ciò che nel mondo non può trovare luogo? O forse è un tentativo, tra i più intelligenti, di realizzare quel paradosso trovando per esso un punto di accesso al mondo e al linguaggio, senza comprometterne appunto la natura paradossale, dote gravosa e inevitabile del pensiero. Quelli che riproponiamo per gentile concessione dell’editore sono i capitoli V e XI.


 

A proposito della legge Merloni

(sguardo su) – Da tempo Beniamino Rocca denuncia i pericoli insiti nella “Legge Merloni”. Questo contributo riassume la posizione dell’autore, che è di radicale critica nei confronti di una legge suicida, chiamando in causa i rappresentanti degli Ordini professionali, delle università, il Ministero dei Lavori Pubblici, come pure il Ministero dei Beni Culturali. E avanza alcune proposte nell’intento di “mettere sullo stesso piano i giovani professionisti e quelli già affermati, valorizzare chi ricerca l’architettura piuttosto che l’edilizia, la creatività piuttosto che la ripetitività, l’intelligenza piuttosto che la mediocrità”.


 

I limiti delle acque – Chiapas: :Italia

(sguardo su) – Stefano Lucini, membro dell’associazione di volontariato Transiti, ci scrive dal Chiapas in merito ad un’iniziativa che sta seguendo personalmente: IGUALMENTE, progetto integrale di sviluppo autonomo per le comunità della regione frontiera sud come alternative reali e concrete a megaprogetti distruttivi e assistenzialisti dei governi e di alcune ONG. «Uno studio evidenzia la possibilità che entro il 2020 il 75% della popolazione mondiale non avrà accesso ad acqua pulita. Già oggi 1,1 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso ad acqua pulita. È forse partita, come per il petrolio, la guerra per la “democratizzazione dei paesi barbari” dove v’è acqua in abbondanza? La risposta è sì, ma all’avanguardia non vi sono i pacifici eserciti governativi occidentali ma multinazionali legate a questi poteri, disposte a esercitare violenze, soprusi, talvolta assasinii contro le popolazioni locali».


 

L’epoca telematica e la filosofia teoretica

(la ragione e l’altro) – “… e se la conoscenza fosse una formulazione incastonata nel brainframe alfabetico? Se essa fosse un punto di vista assoluto, astratto dalla disposizione umana nell’apertura alla relazione? Se il brainframe elettronico non ha gerarchie da imporre, possiamo ancora sostenere il valore epistemico-cognitivo della conoscenza? In nome di che? E da quale luogo panoramico?”.


 

Pensiero e linguaggio

(la ragione e l’altro) – In ogni autentico esercizio di pensiero non è sufficiente porre domande giocando a chi lo fa in modo più “radicale”. Non che si voglia sottovalutare l’importanza del “domandare”. Non meno importante è però il “come”. È qui che entra in gioco quell’atteggiamento genealogico che alla consueta domanda “che cosa è il linguaggio? che cosa è il pensiero?”, sostituisce: “come opera il linguaggio nella manifestazione del pensiero?”. Quello di Stefano Malpangotti è (nel modo in cui pochi sanno fare) il tentativo di porre in vita l’esercizio auto-formativo del pensiero, di cui i libri non sono che occasionali riassunti sistematici, non certo un “risultato” definitivo e concluso. Chi riesce a fare ciò incarna l’esempio di quel modo di intendere la filosofia come “pensiero vivente”, proprio di Peirce.


 

Senso e crisi. Del corpo, del mondo, del ritmo.

(la ragione e l’altro) – All’interno del programma editoriale delle Edizioni ETS è nata, da poco tempo, la collana Incontri. Scopo dell’iniziativa è quello di creare uno spazio inerdisciplinare di studio e approfondimento su temi di psicopatologia e fenomenologia. Il secondo volume della collana è scritto da Federico Leoni. Il saggio si intitola “Senso e crisi. Del corpo, del mondo, del ritmo”, e si distingue per qualità e profondità di contenuti, nonché per chiarezza espositiva. Qui, per gentile concessione della casa editrice, ne riproponiamo alcuni brani, ripresi dal secondo capitolo della terza parte del libro. Le note a piè di pagina non sono state riportate.


 

Urbani-city versus Politi-city

(sguardo su) – Dopo il primo contributo di Gianluca Brini che apriva il dibattito in merito alla formazione della nuova strumentazione urbanistica del Comune di Bologna, ne proponiamo un secondo, che si pone dopo la riedizione del documento preliminare del PSC del 20 dicembre 2005. “Urge, innanzitutto, un nostro riconoscimento alla capacità del forum di aver collezionato i contributi più vari, in secondo luogo un aggiornamento delle nostre valutazioni”.


 

I Pioneers di Pevsner, edizione 2005

(sguardo su) – Nel 2005 esce l’edizione rivista e ampliata dei Pioneers di Nikolaus Pevsner. Per quale motivo parlarne ancora a distanza di quasi 70 anni dalla prima edizione? Perché, malgrado le lacune, le omissioni e i pregiudizi (già messi in luce dalla critica), rimane un saggio di indiscutibile valore storico-critico. Un opera “con cui, chiunque voglia leggere o rileggere la genesi dell’architettura moderna, deve ancora oggi fare i conti”.


 

Outside-in or Inside-out

(sguardo su) – "... The exemplified hybridization of the two design approaches questions the possibility of combination of these different modus operandi without compromising or limiting neither of the design philosophies. In other words, how may the architectural project be conceived in order to respect its own interior logic and, at the same time, without renouncing its capacity of response to the specific demands of the physical, social and economic context?"


 

Attraversamenti meridiani

(la provincia non provinciale) – “Il mediterraneo, luogo del pensiero classico, caratterizzato dallo spazio bianco, che è senza dubbio uno spazio mentale, espressione per quel tempo di una forma di austerità, di un’asciuttezza aristocratica regolata in un unico sistema da rapporti eurythmici, nella contemporaneità è stato sostituito dal ritmo sequenziale 01, uno spazio che esiste non più per essere abitato ma percorso, attraversato”.


 

Ken Adam

(sguardo su) – «Les sexy sixties : le point de départ de l’œuvre de Ken Adam. Cette remise en perspective nous permet de reconnaître les qualités esthétiques propres dans l’œuvre de Adam; elle peut également nous donner des indications pertinentes pour la réflexion, notamment architecturale, au jour d’aujourd’hui».


 

Urbani-city

(sguardo su) – Una sintesi del “Libro Blu”, che apre il dibattito in merito alla formazione della nuova strumentazione urbanistica del Comune di Bologna, quando si è appena chiusa la fase di presentazione e di raccolta di pareri sul documento preliminare di PSC da parte dell’Amministrazione Comunale.


 

Generazioni e progetti culturali

(dopo lo star system / transiti e metamorfosi) – Il breve saggio di Franco Purini che riportiamo è apparso sul numero 39 di presS/Tletter ed ha sollevato più di una presa di posizione. Fra queste, quella di Luigi Prestinenza Puglisi, che riproponiamo dopo il saggio citato. Una risposta la si trova pure nell’editoriale “Le genera(lizza)zioni di Purini”.


 

Lettera aperta al Premio Solinas

(sguardo su) - L’autore della lettera aperta qui pubblicata è evidentemente un partecipante al concorso a cui egli si rivolge. Tale dichiarazione serve unicamente quale elemento di trasparenza offerto al giudizio del lettore. La critica autentica non è mai contro la cosa di cui parla, ma per la cosa a cui si rivolge in segno di protezione, liberando la cosa da ogni ambiguità soggettiva e manipolatoria. La sincerità artistica e intellettuale è sempre articolata da una solitudine esistenziale che muove verso la cosa a partire dall’insubordinazione nei confronti della legge dell’obbedienza e delle sue pratiche infeudanti e corporative. Sia detto non come giustificazione ma a motivo di un’assennata determinazione.


 

Lettera aperta al sindaco pro-Tempore di Rivara

(la provincia non provinciale) – Una lettera aperta inviata al sindaco pro-Tempore Silvio Riorda, primo cittadino di Rivara, località del Canavese dove sorge Villa Colli, per difendere la quale è stato recentemente costituito un Comitato Internazionale.


 

Uncertain/Possible

(thirty years old generation) - Uncertain/Possible raises the question of the relationship between space and sound proposing a sound of space i.e. music whose architectural structure has the same roots of identity as an architectural space. This is also valid for music i.e. the relationship between sound and time which is also expressed in architectural forms. If time is form and form is space then time is space. Therefore a time without Kronos. [Read the text in Italian]


 

“Raumvergessenheit” e “Fernweh”

(la ragione e l’altro) – “Solo pochi interpreti di Heidegger sembrano aver capito che sotto il sensazionale titolo programmatico di Essere e tempo, si nasconde anche una trattazione potenzialmente rivoluzionaria di essere e spazio”, così scrive in una recente silloge di saggi Peter Sloterdijk, acuto interprete e critico di Heidegger.


 

Cattivi maestri e nuovi percorsi architettonici

(transiti e metamorfosi) – Oggi i più interessanti indirizzi di sviluppo della ricerca architettonica non provengono dalle scuole di architettura ma dagli workshops e dai piccoli studi professionali dove grazie alle moderne tecnologie si sperimenta su modelli fino alla scala 1:1 che consentono di “vedere rapidamente i limiti del progetto e la complessità della sua realizzazione”


 

Modernità

(la ragione e l’altro) – “È la crisi della rappresentazione concettuale che, nella dispersione, sgretola la sicurezza della civiltà e del pensiero calcolante. L’asprezza del controllo sociale e la mobilitazione espansiva delle forze produttive rivelano l’angoscia di fronte a cui l’esistenza scopre la superfluità del cogito. Geometrie non euclidee, teoria della relatività, meccanica quantistica, sviluppi della matematica e psicoanalisi, compendiano i tratti di un’autorappresentazione dinamica che dilaga i confini della certezza etica e fondativa della modernità e l’impossibilità di accedere al sum pre-supposto dietro lo schermo del reale”.


 

I racconti del cuscino

(transiti e metamorfosi) - L’autore descrive le dinamiche di una tendenza attuale attraverso una serie di realizzazioni recenti. In Olanda il rivestimento può determinare, in termini di immagine e di fattibilità, il successo di un nuovo progetto. Le superfici diventano manifesti sensuali e interattivi, eventi spaziali spessi e ruvidi che incartano i volumi, ospitano le funzioni e ammiccano all’osservatore.


 

Anche oggi il mondo comincia

(la provincia non provinciale) – L’intervento di Luca Guido, presidente del senato degli studenti, è quello pronunciato in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2004/2005, tenutasi nel mese di aprile 2005 nell'aula magna dello IUAV. L’acutezza e lo slancio ideale con cui il giovane autore affronta le questioni che con spregiudicatezza e coraggio solleva, sono esemplari.


 

Costi e ritardi della cultura ticinese

(dopo lo Star System) – Un’analisi dei costi e ritardi di una cultura, quella ticinese, chiusa e ripiegata su se stessa. Per uscire dal torpore, vi è una sola strada obbligata. Il testo è stato tradotto in inglese e pubblicato sul numero 3 (maggio-giugno) della rivista A10.


 

Essendo, nell’eterno divenire

(la provincia non provinciale) – Il contributo di Andrea Canclini è tratto da Critica Minore, n. 10-11, fascicolo di maggio 2005. Ringraziamo l’editore per la gentile concessione. “L’identità è un’astrazione, una costruzione, una definizione che traiamo dal flusso indistinto, necessario e inevitabile del reale, a volte decidendo, secondo il nostro interesse, che un fenomeno sia irripetibile, a volte appartenente a categorie, esercitandovi quella violenza irrinunciabile che per noi è salvezza dal flusso del mutamento”.


 

Giovanni Klaus Koenig, eredità in una frase

(identità multipla e ibrida) – L’intervento fu scritto per essere pubblicato nel 2004 in uno dei fascicoli della rivista cartacea, ma per i motivi accennati nell’editoriale d’apertura ciò non fu possibile. Lo proponemmo perciò in un numero della presS/Tletter. Lo riproponiamo ora affinché sia disponibile sul web e lo facciamo per due ragioni: per l’intelligenza con cui il giovane autore tratteggia il profilo di Koenig, e perché convinti che l’eredità di quest’ultimo sia ancora viva e feconda.


 

Filosofia de la arquitectura y tendencias actuales

(transiti e metamorfosi) – Il rapporto tra pensiero e architettura è uno dei temi che Spazio Architettura vuole affrontare attraverso il proprio programma di lavoro. Su questo terreno appare oggi più che mai urgente un confronto di idee. In tale ambito si inserisce il contributo giuntoci da parte di Humberto Viccina, architetto e professore di architettura contemporanea presso la Facultad de Arquitectura, Urbanismo y Artes – UNI di Lima (Perù).


 

Stanley Kubrick e la musica del perturbante

«Durante le riprese di Shining confessò a Jack Nicholson: "fare un film non è fotografare la realtà, ma fotografare la fotografia della realtà". Tutto il fare cinema di Kubrick sembra procedere in questa direzione. Compresa la formula, apparentemente paradossale, del "è perfetta, facciamola ancora"». Dal fascicolo di Musica/Realtà, n° 73 marzo 2004, riproponiamo un contributo di Francesco Fiotti. Si rigrazia la redazione di Musica/Realtà per la gentile concessione, e la RCS libri S.p.A. per l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini.


 

Martin Heidegger e l’architettura

(la ragione e l'altro) - L'analisi heideggeriana rivela come la nostra epoca sia dominata da prassi esclusivamente esecutive, incapaci d'interrogazione e di pensiero. Per un architetto questo si traduce nella provocazione a chiedersi: "che cosa fare?" "perché fare così?". Senza questa vertigine, in cui di fronte ad ogni progetto si ricomincia denudando la professionalità del "si costruisce come si deve costruire", non esiste architettura. C'è solo, come dice Leonardo Previ, "onesta edilizia".


 

Verso una nuova qualità dell’abitare

(dopo lo Star System) - Considerazioni sul concorso indetto dall'ANCE, l'Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, organizzato a Positano in occasione del convegno dei giovani imprenditori, intitolato "Verso una nuova qualità dell'abitare". Una consultazione ad inviti sul tema della residenza.


 

La pax moneiana

(dopo lo Star System / transiti e metamorfosi) - Luigi Prestinenza Puglisi prende le mosse dall’ultimo libro di Rafael Moneo per analizzarne i presupposti teorici. L'operazione moneiana è una sintesi eclettica, un’operazione neo-piacentiniana per stemperare i toni dello scontro culturale e predisporre l’immagine di un firmamento dello Star System disponibile, ampio e accomodante dove c’è posto per tutti.


 

James Wines, President of SITE

(dopo lo Star System / transiti e metamorfosi) - James Wines risponde ad alcune domande di Luigi Prestinenza Puglisi. L’intervista è apparsa su PresS/Tletter n.37 - 2004. Tra gli argomenti toccati, il progetto per il WTC di New York.