OFIS Arhitekti

Il premio conferito agli sloveni OFIS Arhitekti nell’ambito della tredicesima edizione degli European Grand Prix for Innovation Awards svoltasi a Monaco è degno di nota non tanto per l’evento in sé, quanto per la qualità, giustamente riconosciuta, del lavoro e della ricerca condotti nell’arco di un decennio da parte di Rok Oman (classe 1970) e Spela Videcnik (classe 1971), fondatori dello studio con sede in Ljubljana.

La capacità nella gestione degli spazi, malgrado la giovane età, è sorprendente già fin dagli inizi della loro attività professionale. Lo attesta l’intervento di ampliamento e rinnovamento del palazzo Auersperg (figg. 1-4), situato nel cuore del centro storico e sede del museo della città di Ljubljana, vincitore di un concorso indetto nel 1998 e realizzato nel 2004. Un progetto elaborato su un tessuto caratterizzato da stratificazioni che, dal periodo preistorico, giungono a quello barocco passando per l’epoca romana e quella medievale. Una situazione in cui qualunque accademico si sarebbe sentito tremare la terra sotto i piedi ma nella quale l’intelligenza delinea scenari di inedito coraggio e creatività, accrescendo e valorizzando le qualità del luogo.

L’obiettivo era quello di risolvere la concezione labirintica e disconnessa degli spazi originari suggerendo un percorso a spirali pienamente fruibile e capace di collegare le ali del palazzo. Ne è risultato un viaggio attraverso epoche storiche: dalla prima spirale, tramite la quale il percorso affonda da quota –3 metri fruendo dei differenti resti archeologici (conservati sul posto senza muovere una sola pietra dalla sua posizione originaria), si passa alla seconda, che diviene la copertura dei resti stessi, passando da quota –3 al piano 0. Elevandosi sopra il patio, diventa una terrazza in pendenza capace di consentire differenti scorci del palazzo. La terza rampa si prolunga fino a sopra la hall principale (permettendo, giunti ormai a quota 7,5 metri, di alloggiare tutte le infrastrutture e le installazioni tecnico-impiantistiche) per proseguire conducendo i visitatori attraverso le differenti sale espositive, ripetendo la medesima situazione a quota 12,5 metri. Affermano gli architetti: “At the time of the competition it was thought that there would more archeological remains on the site but it was not known where these might be and what importance they would have. This part pf the project had to be flexible and adatable, therefore. The proposed solution was an open-plan basement with an adaptable structural system. The structural plans were drawn as a 3D computer module that was adapted in relation to the suggestions of the archaeologists”.

L’intervento di ampliamento sotterraneo per una villa del XIX secolo sul lago di Bled (figg. 8-12) offre esiti altrettanto felici. Domina l’organicità e la continuità degli spazi attraverso la scelta di un pressoché unico materiale di rivestimento di pavimenti, pareti, scale e soffitti e il dosaggio della luce tramite la cintola che avvolge il piano terreno dell’abitazione e proietta nel contempo verso il paesaggio circostante, ove domina il lago. Eccelle su tutto l’intervento della scala di collegamento interna e il suo rapporto con gli ambienti circostanti.

La fluidità nelle relazioni spaziali in rapporto al paesaggio informa pressoché tutti i loro interventi e le proposte progettuali. Dal Cinemaplex di Maribor (fig. 5) alla proposta per il “double ring” attorno al lago di Ljubljana (fig. 6), passando attraverso il progetto di un nuovo stadio, pure pensato per la località di Maribor (fig. 7).

La monografia loro dedicata dalla rivista 2G con il fascicolo n. 38 è una panoramica di alcuni dei migliori interventi e una selezione fra le loro numerose proposte progettuali. Un eccellente riscatto anche per la stessa casa editrice dopo la lugubre monografia del fascicolo n. 37, e un felice preludio al prezioso doppio fascicolo n. 39-40 dedicato a Gerrit Rietveld.

 

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