09 Giugno 2006
Un luogo per la musica presso gli ex mercati generali, Roma
“Un luogo per la musica presso gli ex mercati generali”
Con questo titolo, volutamente generico, Antonio Senia descrive il suo progetto per un edificio di supporto alle attività musicali ( il MUCR). Un oggetto-contenitore che gestisce e fa convivere all’interno dello stesso involucro una sale prova, un auditorium, una mediateca, alcuni uffici, una biglietteria e altre funzioni legate alla musica e all’intrattenimento.
Il “luogo”, così come inteso dal progettista, è uno spazio riconoscibile e indipendente dalla funzione. E’ un accumulo di esperienze, dove convergono gli interessi, il lavoro e le passioni delle persone. Il MUCR è un sistema di coabitazione: i movimenti, gli orari, e il tipo di utenza sono stati considerati fino ad arrivare a generare le forme interne che lo distinguono.
E’ un edificio privo di scala, in cui il trattamento delle superfici ha accentuato il carattere scultoreo e la direzionalità dell’oggetto: se da un lato si rivolge verso l’Ostiense con delle elaborate bucature ellittiche che implodono al suo interno, dall’altro guarda alla Garbatella, con una serie di elementi estrusi sempre di forma ellittica. L’effetto, così come descritto dal progettista in alcune vignette, è che le deformazioni delle due testate sembrano prodotte da un’ideale “soffio”. Una sorta di strumento a fiato, trasposizione metaforica delle funzioni destinate ad esservi ospitate.
Il posizionamento del MUCR tende a completare e risolvere alcuni dei problemi dell’area, scavalcando la trincea della metro e collegando due quartieri altrimenti isolati.
Tutto il sito degli ex mercati viene sfrondato degli edifici di origine recente: rimane il solo recinto del nucleo storico lasciato a fare da quinta ad un enorme prato (l’area non è provvista di vere e proprie zone verdi, fatta eccezione per le sponde del Tevere ancora da qualificare).
Il MUCR si inserisce in questa piazza per il tempo libero in maniera eccentrica, tangente, a enfatizzare il suo carattere transitorio e di passaggio, legittimando il nuovo asse che dalla Garbatella porta all’Ostiense e al Tevere
Per la progettazione del complesso sistema di percorsi interni all’edificio sono stati prodotti una quantità considerevole di modelli fisici e virtuali. La forma compatta e relativamente semplice nasconde spazi interni eterogenei: vuoti, fojers, doppie altezze, elementi che non rispondono alla logica della produzione edilizia (corpi scala, servizi sovrapposti), ma che tentano di agevolare e caratterizzare le diverse utenze, considerando il modo con cui queste si muovono e si orientano.



