08 Settembre 2005
Concorso di idee per il Nuovo Quartiere di Cornaredo (Lugano)
Con la fusione di 9 comuni nella Nuova Lugano, la città passa da poco meno di trenta a poco più di cinquantamila abitanti. A nord, a partire dal 2009, una nuova strada in galleria dovrebbe collegare il centro urbano verso la piana del Vedeggio. Un’occasione per la riqualificazione e lo sviluppo di quello che dovrebbe essere il Nuovo Quartiere di Cornaredo. Con il concorso internazionale lanciato alla fine del 2003 sono stati selezionati 14 gruppi di lavoro. La zona di intervento è caratterizzata da una delicata situazione topografica e paesaggistica: è attraversata dal fiume Cassarate (che mette in relazione con il lago), è delimitata ai lati da pendii collinari boscosi e reca le tracce di preesistenze storiche quali il Castello di Trevano con il suo parco.
Il concorso è stato vinto nel settembre 2004 dal gruppo milanese guidato dall’urbanista Federico Oliva. Ma tra le 14 proposte, una soltanto vale: quella del gruppo di Stefano Boeri, che qui presentiamo assieme ad un estratto della relazione di progetto. Proponendo un parco a tema, non realizza artificiosamente un nuovo brano di città. Immagina una tessitura da sovrapporre alla trama esistente, precisa e valorizza ogni componente progettuale, offrendo un’immagine unica per la nuova porta d’accesso a Lugano. Soprattutto, non commette l’errore degli altri concorrenti che propongono, chi più chi meno, una cesura nella piana del Cassarate. Una trappola in cui sono cascati anche i ticinesi Botta e Galfetti esclusi dal premio. Lewis Mumford non avrebbe esitato a definire la delirante proposta bottiana appartenente a quella parte di urbanistica del Novecento con le radici ancora salde in quella barocca, con tutte le sue costitutive insufficienze, derive autoritarie e follie assolutistiche.
Quale il parere di Francesco Buzzi, riconosciuto quale rappresentante della cultura urbanistica ticinese? “Sorprende che progetti di forte impatto come quelli di Botta e Galfetti siano stati esclusi dal premio, benché risultassero troppo predeterminati formalmente ai fini dell’ente promotore nonché in contrasto con la pianificazione superiore (e quindi più difficilmente realizzabili)”. Non sappiamo se si tratti di stoltezza o malafede; in ogni caso il giudizio di Buzzi riflette la tragicità di una condizione culturale che sta pregiudicando lo sviluppo di un intero paese.
Nota: come volevasi dimostrare, ora, come sempre, tutto è fermo a causa del ricorso inoltrato dal gruppo Galfetti.
D.C.
LUGANORAMA
Boeri Studio
Stefano Boeri
Gianandrea Barreca
Giovanni La Varra
Milano (Italia)
Alessandro Bertin
Conrad Jauslin
Luca Della Lucia
Alessandro Bertin
Fabio Terragni
Filippo Cannata, Corrado Poli
collaboratori: Vincenzo Ferrara, Melanie Schmitt Frederic De Smet con
Giuseppe Bellomo, Marco Ferrari, Andrea Grippo, Monica Porzio
Estratto della relazione di progetto:
La filosofia del progetto è quella di sovrapporre alla trama di strade, edifici e spazi aperti dell’attuale quartiere di Cornaredo, un nuovo sistema di rganizzazione dello spazio che consenta di immaginare, da un lato, un nuovo ordine per lo viluppo e, dall’altro, la convivenza tra le tante diverse dimensioni che connotano questa area.
INTRODUZIONE
Oggi Cornaredo è sede di una serie di sistemi funzionali differenti che vivono in una reciproca indifferenza: brani di strade mercato, un grande campus scolastico, una diffusione di manufatti e spazi aperti dedicati all’automobile (officine, carrozzerie, concessionarie, sfasciacarrozze), palazzine residenziali, spazi aperti verdi. In tutto questo, la rilevante presenza dello stadio del ghiaccio e dello stadio di calcio e campo di atletica suggeriscono una vocazione per l’insediamento di alcuni grandi edifici e contenitori per lo sport e il tempo libero.
Ma queste diverse dimensioni vivono in una sorta di autismo, nessuna di esse prevale e da' identità al quartiere.
Il progetto che proponiamo accetta di gestire questa compresenza piuttosto che annullarla, si propone di accettare questa diversità e questa molteplicità, intende lavorare e costruire un ordine a partire dalle diverse razionalità che ognuna di queste condizioni esprime e mette in gioco.
Per fare questo abbiamo compiuto innanzitutto tre scelte: * la prima è stata quella di ridisegnare il flusso di entrata a Lugano che sarà collegato alla nuova uscita dell’autostrada (galleria Vedeggio Cassarate) e, insieme, di ripensare la strada di servizio al quartiere sul lato ovest; * la seconda è stata quella di immaginare il quartiere Cornaredo suddiviso in tre grandi comparti, ognuno caratterizzato da una propensione e una prevalenza funzionale specifica. I tre comparti sono: da ovest fino alla nuova strada veloce di accesso a Lugano, la città Giardino di Pregassona; al centro, tra le due nuove strade, la città dei grandi eventi e degli spazi collettivi; a ovest, la città-campus con l'ibridazione di spazi per la formazione e quelli produttivi-artigianali. * la terza è stata quella di lavorare soprattutto sull'area compresa dal nuovo disegno infrastrutturale - l'area intermedia, tra la nuova strada diretta a Lugano in uscita dalla galleria e la strada di servizio al quartiere - immaginando di trattare lo spazio aperto con un sistema di bande trasversali di diversa natura funzionale e formale.
LA STRADA FIUME E LA STRADA DI SERVIZIO
La nuova strada di collegamento tra l’uscita della galleria e l’area di Cornaredo sud sarà costruita su un tracciato completamente nuovo a ridosso del fiume.
La scelta è orientata al raggiungimento di due obiettivi: il primo consiste nella valorizzazione del rapporto tra il fiume e il quartiere e nel disegno complementare delle due infrastrutture, quella naturale del fiume e quella artificiale della strada; in secondo luogo, la costruzione del tracciato su una sede nuova consentirà di affrontare la trasformazione dell’area in maniera graduale.
Nel disegnare la strada fiume si è privilegiata la continuità tra essa e il percorso in galleria, così che uscendo da questa si è normalmente indirizzati nella direzione di Lugano centro, dove confluiranno, secondo le previsioni, circa 3/4 delle automobili in arrivo nell’area. Per tutte le altre direzioni, si impegnerà la nuova rotonda a raso, che consentirà di andare verso nord, o di entrare nella nuova strada di servizio alle aree comprese tra il fiume e le colline di Trevano.
La strada di servizio, con andamento sinuoso tra le “isole” di Cornaredo, riprende tratti stradali della viabilità esistente (per il 70% del suo tracciato) connettendo e separando i diversi sistemi funzionali. A nord è accessibile dalla rotonda a raso che sta all’uscita del utilizzare, fino all'ultimazione e all’apertura della galleria e del nuovo tracciato, via Soncino come arteria di collegamento.
Le due strade sono diverse per calibro, tracciato, sezione, per il paesaggio che costruiscono nel loro scorrere; la strada veloce segue il fiume e non ha incroci a raso dall’uscita del tunnel fino all’altezza del grande parcheggio di interscambio, mentre la strada di servizio immette continuamente nelle diverse aree che attraversa e che separa, garantendo una elevata accessibilità territoriale e locale. La strada fiume costruisce una sequenza percettiva che mette in relazione alcuni pochi elementi edilizi (da N a S, l’uscita del tunnel, il centro commerciale, il parcheggio di interscambio, il nuovo palazzo dello sport, gli esistenti stadi del ghiaccio e del calcio), mentre la strada di servizio, costruisce attorno al suo scorrere un paesaggio denso e diversificato, mettendo in relazione una molteplicità di manufatti edilizi: nuovi, da recuperare, esistenti. Inoltre, è la diversa velocità di percorrenza a definire un ulteriore elemento di differenziazione.
Entrambe però hanno la funzione di stabilire una nuova e differente connessione tra N e S dell’area Cornaredo e a contenere una grande porzione di spazio pubblico collettivo che ha la funzione di connerere e mettere in relazione il sistema dei grandi edifici collettivi.
LA CITTÀ GIARDINO A EST DEL FIUME
Per questa area si è principalmente proposto di riformulare lo spazio lungo il fiume attraverso un parco verde scandito da una serie di dune che saranno costituite riutilizzando il materiale di scavo degli edifici nuovi e dello scavo della galleria, così da ridurre i costi di queste opere per quanto riguarda il conferimento alle discariche della terra di scavo.
Il parco completa una città costruita secondo logiche e materiali differenti, e inoltre costituisce il nuovo spazio di relazione con il fiume, uno spazio pubblico continuo, domestico, un brano di paesaggio a contatto con l'abitare.
Alcuni edifici esistenti e attivi vengono assorbiti nel disegno del nuovo parco.
Nell'area di proprietà pubblica ancora non occupata, si propone un intervento di edilizia privata che consenta di recuperare risorse da destinare alla trasformazione a parco dell'area a ridosso del fiume. Le aree private occupate dal parco saranno cedute e ripagate con quote corrispondenti di edilizia di nuova costruzione.
La tipologia proposta è quella di una edilizia in linea a formare delle corti aperte che guardano verso il parco. Le case sono sospese da terra, il primo piano è impostato a 9 m. L'intervento edilizio prevede la costruzione di circa 16.000 mq di nuova costruzione.
Il progetto proposto assume la grande complessità e varietà dell’area come un elemento positivo. I diversi flussi di mobilità costringono l’area in comparti delimitati. Il progetto sceglie di potenziare i caratteri di ogni singolo comparto, delineando un insieme di interventi e di funzioni che possano precisare l’identità funzionale e morfologica dell'intero quartiere.
LA CITTÀ DEGLI EVENTI E DEGLI SPAZI COLLETTIVI L'area compresa tra le due nuove strade è un grande mall urbano di connessione tra importanti oggetti edilizi, esistenti e previsti. L'ampio spazio pubblico è delimitato dalle infrastrutture e non è attraversato da flussi carrabili (se non di servizio o di accesso a piccoli parcheggi di superficie). Esso è scandito da un disegno a bande parallele che hanno una natura differente pur configurando un disegno unitario. Ogni banda ha una diversa funzione e un diverso trattamento superficiale. In alcuni casi si tratta di aree adibite a parcheggio in superficie, in altre a bande vegetazionali che contengono spazi sportivi di libero accesso, campi di gioco, orti, giardini, in altri casi ancora a spazi aperti pavimentati, disponibili per ospitare eventi collettivi (concerti, manifestazioni).
In diretta connessione con la strada di uscita dalla galleria Vedeggio Cassarate, all'altezza del palazzo del ghiaccio, si colloca il nuovo parcheggio di interscambio e di entrata alla città. Il parcheggio è costituito da due diverse parti, una sotterranea, estesa su un solo piano, una in struttura, per quattro piani di altezza. La capienza è di circa 1800 automobili, equamente suddivise tra parcheggio in sotterranea e in struttura.
Al piano terra il parcheggio contiene le aree di interscambio con i mezzi pubblici.
Al limte N dell'area l'ampliamento del centro commerciale Carrefour - che consentirà il raddoppio degli attuali 6000 mq di superficie - sfrutta le maggiori potenzialità di accesso dell'area in termini di offerta commerciale. Il nuovo intervento consentirà inoltre di recuperare una risorsa economica importante da riversare nella costruzione dello spazio aperto. La nuova copertura del centro commerciale sarà praticabile e ospiterà spazi sportivi e playgrounds, accessibili dal piano collettivo tramite una rampa, la nuova superficie praticabile attenuerà l'effetto della grande piastra costruita, contribuendo al disegno generale.
A ridosso dell'edificio di proprietà pubblica esistente a sud dello stadio del ghiaccio, un nuovo insediamento alberghiero costituirà un ulteriore contributo di investimento privato e di arricchimento dei servizi dell'area.
L'albergo contribuirà al recupero dell'edificio esistente, per il quale è possibile immaginare la collocazione della eventuale sede della società di scopo, oltre che altri uffici e servizi di natura pubblica e privata.
Lungo il perimetro dell'area, correrà un percorso pubblico continuo, che, in occasione di manifestazioni collettive, può essere percorso da una navetta che faccia un servizio a loop, garantendo l'accessibilità a tutte le aree aperte e agli edifici.
Lo spazio delle bande è scandito da tre totem informativi che supportano i sistemi di illuminazione pubblica. Le informazioni che scorreranno sui totem riguarderanno le attività dei grandi edifici sportivi, informazioni sul parcheggio e sulla mobilità urbana, comunicazioni relative a iniziative culturali e di altra natura della città di Lugano e della sua area urbana.
Il sistema a bande consente la costruzione di un disegno unitario seppure attraverso una costruzione per fasi e la possibilità di una serie di modifiche e adattamenti al disegno originario che possono intervenire nel tempo: ogni banda sarà costruita a partire dalla disponibilità dei suoli e potrà essere adattata - funzionalmente, nei materiali, nei servizi - alle necessità che insorgeranno. L'apparente rigidità del disegno è piuttosto una risorsa da mettere in gioco nella implementazione del progetto. Le bande occuperanno l'area progressivamente, modificando il senso dell'area, il paesaggio e la fruizione. Nel frattempo, le odierne attività potranno continuare a essere garantite, così come gli edifici esistenti che, per gran parte, vengono recuperati nel disegno delle bande.
LA CITTÀ CAMPUS
A ridosso della collina del Trevano, si sviluppa una città della formazione, del lavoro e dell'artigianato. Ai piedi della collina, dallo stadio del ghiaccio fino al limite N dell'area di concorso, tre ampie porzioni di territorio vengono ridefinite in rapporto alla possibilità di articolare la città campus, i suoi spazi verdi, i suoi luoghi di lavoro, di di scambio, di incontro. L'area a N dell'uscita della galleria viene ripensata attraverso la densificazione del tessuto esistente con una serie di piccoli interventi edilizi di promozione privata che consolideranno la vocazione commerciale artigianale dell'area. A contatto con la rotonda, un nuovo edificio di circa 4000 mq si colloca nella posizione di maggiore visibilità all'uscita del tunnel e dalla rotonda. In esso si collocheranno nuove attività omogenee all'area: vendita e assistenza automobili, attività artigianali, ecc.
Il grande spazio verde a sud dell’uscita della galleria Vedeggio Cassarate è l’unico ampio spazio naturale in piano lasciato intatto dallo sviluppo edilizio recente. Lungo il percorso al piede della collina, si insedieranno un insieme di edifici di servizio di piccola dimensione, che ospiteranno associazioni locali di natura culturale, una realtà già radicata nell’area con la sede dei Cantori delle Cime e dei Boy Scout.
A N del palazzo del ghiaccio, si estende un'area occupata da uffici, servizi di varia natura, edifici dismessi, spazi artigianali e di deposito. Attraverso una parziale e contenuta demolizione, l'intervento proposto libera uno spazio centrale che sarà ridisegnato come parcheggio connesso alla strada sinuosa. Ai margini del nuovo quartiere terziario, sui propone l'insediamento di quattro edifici a torre – ognuno dei quali di circa 1000 mq di superficie, disposti su più piani – così da consentire l'insediamento di nuove imprese “leggere”, spazi per ampliamento (anche temporaneo) delle imprese esistenti, la localizzazione di servizi comuni a tutto il comparto (mensa, spazi di riunione e di rappresentanza). La proposta comporta l'idea che, entro questa porzione di territorio, la gestione degli spazi pubblici e privati sia demandata a una forma di consorzio tra le imprese presenti, che consenta la gestione degli spazi comuni e la messa in rete dei servizi. La prossimità con l'istituto scolastico comporta l'opportunità di declinare l'insediamento terziario in accordo con la scuola, così da sviluppare un polo integrato di formazione e lavoro.
Boeri Studio
I - Milano
boeristudio@multiplicity.it



