OFIS Arhitekti

(i paesi emergenti) – Il primo intervento dedicato ai paesi emergenti prende le mosse da uno studio d’architettura cui, tra l’altro, è stato recentemente conferito il premio nell’ambito della tredicesima edizione degli European Grand Prix for Innovation Awards. Fatto degno di nota non tanto per l’evento in sé, quanto per la qualità, giustamente riconosciuta, del lavoro e della ricerca condotti nell’arco di un decennio da parte di OFIS Arhitekti.


 

Treehouse - Lijiang, China, 2006 - 2007

(multiple identity and hybrids) – HHF architects was founded in 2003 by Tilo Herlach, Simon Hartmann and Simon Frommenwiler. Since then HHF architects could realize several projects in Switzerland. With the “Baby Dragon”, a pavilion in the Jinhua Architecture Park in China, they could work for the first time internationally. Further projects in China and the USA, which are now under construction followed this first building abroad.


 

Una Biennale utile

(sguardo su) – Uno sguardo a 360 gradi sull'ultima Biennale d'architettura veneziana per criticarne (con verve anche polemica) gli aspetti negativi e far luce su quelli positivi che recuperano quell’"interesse per la complessità della società". Una posizione assai più critica è stata assunta da Luigi Prestinenza Puglisi, in uno scambio con Franco Purini.


 

La piramide di Nazarbayev (e di Foster)

(dopo lo star system) - Che lo star system stia svendendo i valori etici dell’architettura per perseguire l’autocompiacimento fine a sè stesso, o per dare sfogo alle idiosincrasie degli stilisti alla moda, o per asservire i sogni megalomani dei potenti sembra sia un dato di fatto incontrovertibile. In merito ai megalomani ecco fresca di inaugurazione la piramide di Astana, Kazakhstan, opera di Norman Foster.


 

L'architettura del Vorarlberg

(sgaurdo su) - Un’indagine sull’architettura del Vorarlberg. I progetti selezionati dall’autore sono quelli più significativi di una mostra itinerante curata da Peter Lorenz, con il patrocinio di diverse istituzioni pubbliche, che ha toccato l’Asia, l’America del nord oltre all’Europa in cui si segnalano, tra le altre, la mostra all’istituto francese d’architettura a Parigi e alla triennale di Milano del 2004. Il testo è seguito da un’intervista a Robert Fabach.


 

When “less is not more” but Zero Yen House

(transfer and metamorphosis) - When talking about squatter settlements, slums or favelas our mind runs immediately to the metropolises of the developing world not to the cities of industrialized countries. Instead, the work, definitely uncommon, of 28-year-old Tokyo-based architect, Kyohei Sakaguchi, takes our attention to the creativity of the homeless and neglected of the contemporary Tokio. (Leggi il testo in Italiano)


 

Paseo Los Trapenses – Santiago de Cile

(sguardo su) - Paseo Los Trapenses fue concebido como un centro comercial de carácter vecinal orientado a los sevicios. Dadas las características de ubicación en la trama urbana del loteo, el edificio busca ser un punto de referencia en la silueta del barrio e intenta consolidarse como un lugar de encuentro e intercambio.


 

Architettura moderna? Al rogo!

(la provincia non provinciale) - L’architettura ha la sua ragione d’essere proprio nel determinare l’identità dei luoghi e questo sin dagli albori dell’umanità: dai dolmen a Villa Adriana, dai menhir al Sacro Speco di Subiaco, dai nuraghi alla cappella di Ronchamp è un susseguirsi di segni che strappano un luogo alla natura e lo consegnano alla cultura. La città, quale massima espressione della nostra cultura, racchiude nelle sue stratificazioni storiche i differenti, e spesso contrastanti, approcci alla definizione della propria identità formale. Perché sono così affascinanti Firenze, Venezia, Roma? Perché hanno sempre rifiutato d’imboccare il vicolo cieco della tradizione e l’accanimento terapeutico su concezioni ormai morenti. Perché non hanno mai avuto paura del nuovo, delle menti libere e creative. E per non aver dato ascolto agli Sgarbi di allora.


 

Un luogo per la musica presso gli ex mercati generali, Roma

(sguardo su) – Con questo titolo, volutamente generico, Antonio Senia descrive il suo progetto per un edificio di supporto alle attività musicali ( il MUCR). Un oggetto-contenitore che gestisce e fa convivere all’interno dello stesso involucro una sale prova, un auditorium, una mediateca, alcuni uffici, una biglietteria e altre funzioni legate alla musica e all’intrattenimento.


 

AEDS | Ammar Eloueini - CoReFab

(multiple identity and hybrids) – "…It is also necessary to act positively and technologically to transform the inanimate into something animate, breathing life into it, forcing it to interact. Architecture is thus transformed into an element of mediation between the needs of the body and those of the surrounding environment. This will allow us to overcome the very dichotomy which Ammar hypothesised five years ago…"


 

Casa "le terrazze"

(sguardo su) - Sandra Giraudi e Felix Wettstein iniziano la loro collaborazione nel 1995, non ancora trentenni, dopo aver studiato in Svizzera e negli USA. Sandra Giraudi ha lavorato con Cruz–Ortiz a Seville, mentre Felix Wettstein con Rafael Moneo a Boston e, più tardi, nello studio di Moneo–Solà-Morales a Barcellona. Con Cruz–Ortiz hanno disegnato e realizzato l’ampliamento della stazione centrale di Basilea (dal 1996 al 2003). Esperienza decisiva che gli ha permesso di essere immuni dal muto e asettico formalismo, offrendogli l’occasione per un confronto con ricerche di ampio respiro.


 

Proper and improper use

(dopo lo star system) – “Architecture often employs terms and objects that are adopted from other disciplines: from the way in which projects are presented (media, publicity and art) to the elements of the project itself (objects borrowed from the street, from the world of nautical design, and other extra-disciplinary fields)...” [from A10 #5]


 

Ground Zero e oltre

(transiti e metamorfosi) – La quinta e ultima parte del saggio di Mariopaolo Fadda che esamina la vicenda della ricostruzione del World Trade Center newyorkese – dopo le proposte illustrate nella prima, seconda e terza parte – prosegue e termina l’indagine sulle traiettorie urbatettoniche per il XXI secolo già avviata nella quarta parte


 

Villa Colli. In azione

(la provincia non provinciale) – Mariopaolo Fadda, membro attivo del Comitato Internazionale per la salvaguardia di Villa Colli, offre un rapido aggiornamento sulle vicende degli ultimi mesi, in particolare a seguito della prima udienza svoltasi presso il Tribunale Ordinario di Ivrea il 18 gennaio scorso.


 

Ground Zero e oltre

(transiti e metamorfosi) – La quarta parte del saggio di Mariopaolo Fadda che esamina la vicenda della ricostruzione del World Trade Center newyorkese – dopo le proposte illustrate nella prima e nella seconda parte, nonché quelle del concorso ufficiale e del dibattito critico che ne è scaturito affrontate nella terza parte – entra nel vivo delle traiettorie urbatettoniche per il XXI secolo. La quinta parte sarà quella conclusiva.


 

Ground Zero e oltre

(transiti e metamorfosi) – La terza parte del saggio di Mariopaolo Fadda che esamina la vicenda della ricostruzione del World Trade Center newyorkese analizza, dopo le proposte illustrate nella prima e nella seconda parte, quelle del concorso ufficiale e il dibattito critico che ne è scaturito.


 

Ground Zero e oltre

(transiti e metamorfosi) – La seconda parte del saggio di Mariopaolo Fadda che esamina la vicenda della ricostruzione del World Trade Center newyorkese tratta, dopo quelle della Max Protetch Gallery, le proposte informali del New York Times e del New York Magazine.


 

PSA 9 – Atelier Pagnamenta Torriani

(multiple identity and hybrids) – Usually the concept of public safety involves the idea of protection using barricades, surveillance circuits linked to unseen, hidden and guarded places where the police force works to promote the citizens’ safety. The fact that most police stations are built with features that instead of conveying a sense of security to the citizen arouse a feeling of anxiety, thus inducing fear, is generally not considered problematic. [Read the text in Italian]


 

ITU - Information Technology University, Copenhagen

(sguardo su) - Caterina Frazzoni descrive e commenta la sede della nuova facoltà di Information Technology dell’Università di Copenhagen, opera di Henning Larsen.
[] si manifesta con estrema riservatezza all’esterno, in un rapporto con il contesto risolto per interazioni di superficie piuttosto che spaziali...


 

(la provincia non provinciale) – In concomitanza alla costituzione del Comitato Internazionale in difesa di Villa Colli, il breve saggio che Mariopaolo Fadda propone chiarisce mirabilmente le ragioni che ci hanno spinto ad affiancare la famiglia Chiono nella battaglia che da anni sta conducendo per la salvaguardia della Villa progettata da Giuseppe Pagano e Gino Levi-Montalcini. Ripetiamo che chiunque fosse interessato alla sottoscrizione dell’iniziativa può scrivere alla nostra redazione richiedendo gli appositi moduli destinati alla raccolta delle firme.


 

Con il CoDiArch per il Consiglio dell'Ordine di Milano

(sguardo su) – “Mi sono sempre tenuto molto distante da tutto quanto la politica ordisce pur di continuare ad essere gestore, e non garante, dei nostri diritti. Ciò non significa avere fatto qualcosa di eccezionale ma solo l’avere semplicemente scelto di essere uno dei tanti professionisti che credono che non si debba “raccattare” lavoro, bensì svolgerlo con onestà intellettuale. Ed è proprio questo il “credo” del Co.Di.Arch (Comitato in difesa degli architetti): ecco perché, non appena mi è stato chiesto di fare da capolista per l’elezione del nuovo Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori di Milano, ho accettato, senza alcuna riserva”. Spazio Architettura è con Co.Di.Arch.


 

Ground Zero e oltre

(transiti e metamorfosi) – Quella che presentiamo è la prima parte di un saggio scritto da Mariopaolo Fadda che esamina la vicenda della ricostruzione del World Trade Center newyorkese nei vari aspetti disciplinari. Il tentativo, quale fino ad ora non è stato tentato, è duplice: trarre un bilancio con l’obiettivo di capire se e quanto l’architettura, l’urbanistica, la professione e la critica sono state intaccate da questo processo, e leggere alcuni degli scenari "urbatettonici" per il XXI secolo prefigurati a Ground Zero. Oltre all’esame delle proposte informali (Max Protetch Gallery, New York Times, New York Magazine) e quella formale del concorso internazionale, il servizio si addentrerà anche nei meandri del dibattito critico che ne è scaturito.


 

Soleri - un punto di vista diverso

(transiti e metamorfosi) – Dal mese di giugno Francesca Gulizia è stata impegnata ad Arcosanti - con altre colleghe e colleghi e sotto la direzione di Tomiaki Tamura affiancato da Kim Soo Young - nel lavoro di restauro dei modelli di Soleri e alle traduzioni di interviste e testi. Da quel luogo l’autrice traccia un profilo dell’architetto: “… in un tempo in cui l'efficenza pragmatica e l'emergenza dei programmi operativi sembrano avere la meglio su una riflessione che appare astratta e improduttiva, la proposizione di Soleri rivendica l'atemporalità del valore dell'architettura nel suo contenuto e la riconduce nell'alveo naturale della relazione dell'uomo con il proprio ambiente…”.


 

Tirana, Go Public

(la provincia non provinciale) - March 2004. A flock of urbanites, carrying their luggage across the one kilometre stretch of no-man’s land in the direction of a MAKEDONIJA/SHQIPERIA sign sieved by bullet holes, approach the entry to Albania for the first time...


 

(dopo lo star system – transiti e metamorfosi) – Con il concorso internazionale lanciato alla fine del 2003 sono stati selezionati 14 gruppi di lavoro. La zona di intervento è caratterizzata da una delicata situazione topografica e paesaggistica: è attraversata dal fiume Cassarate (che mette in relazione con il lago), è delimitata ai lati da pendii collinari boscosi e reca le tracce di preesistenze storiche quali il Castello di Trevano con il suo parco. Il concorso è stato vinto nel settembre 2004 dal gruppo milanese guidato dall’urbanista Federico Oliva. Ma tra le 14 proposte, una soltanto vale...


 

Strange Confidence

(sguardo su) - "Onix adopts a grammar made up of texture and scanning, where directions are underscored by grain and joints, and where the material is never a pretext but part of an immanent plastic idea. It thus happens that the warmth and intimacy suggested by wood are associated with unconventional forms belonging to a repertoire that is anything but traditional".
testo tratto da "l'architettura cronache e storia" n.596, giugno 2005


 

Giancarlo De Carlo – le ragioni dell’architettura

(dopo lo Star System) – È stata allestita al MAXXI l’antologica su Giancarlo De Carlo, recentemente scomparso. Luigi Prestinenza Puglisi l’ha visitata: “Se la mostra colpisce per la ricchezza del materiale esposto e per l’intelligente e piacevole disposizione degli spazi, lascia a desiderare dal punto di vista critico e storico, restituendoci in salsa rosa un personaggio ben più interessante, scomodo e problematico che si è mosso in controtendenza e in un relativo isolamento”.


 

Esperienze dal Chiapas

(identità multipla e ibrida) - Luglio duemilatre: arrivo in una comunità [villaggio], che per esplicita richiesta degli abitanti chiameremo solo G, tra le montagne del Chiapas, compiendo con i miei obblighi e il mio dovere di cittadino italiano in servizio civile internazionale come scelta cosciente di obiezione di coscienza alla chiamata alle armi da parte del nostro ministero della difesa. Nella comunità G passo i miei primi giorni in Chiapas, una quindicina all’incirca. L’arrivo dall’avanzato (da avanzi) occidente provoca un click istantaneo.


 

4 domande a Exposure Architects

(identità multipla e ibrida) – In Tailandia, Exposure Architects, composto da Doritz Mizrahi e Oliviero Godi, progettano e realizzano una fabbrica tessile. Lei israeliana, laureata al Politecnico di Milano. Lui italiano, con un master in architettura alla Columbia University di New York. Dopo esperienze di lavoro negli Usa, in Inghilterra, Spagna, Israele e Giappone, fondano il loro studio a Bergamo.


 

Ancora su Carlo Mollino

(identità multipla e ibrida) - La critica è riuscita nel suo intento: racchiudere tutta la non prolifica produzione artistica di Mollino attribuendo alle attività collaterali della sua carriera professionale un’importanza che ne ha offuscato la componente architettonica. Nel centenario della nascita, in questo contributo si parla di opere di Mollino poco note, persino sconosciute.


 

La battaglia che con coraggio Luigi Prestinenza Puglisi sta portando avanti con presS/Tletter (e che Spazio Architettura sottoscrive pienamente) in merito alla vicenda dell’Ala Cosenza è nota. I vari interventi, le prese di posizione, le risposte ad alcuni interrogativi, sono qui documentate al fine di metterle a disposizione per chiunque lo voglia. A conclusione, la lettera di Giancarlo Cosenza (figlio del progettista Luigi Cosenza) inviata a LPP.


 

Una casa studio e un wine bar

(sguardo su) – I due progetti di interni (una casa/studio ad Ascoli ed un wine-bar a Roma) che seguono, ci hanno offerto la possibilità di indagare in modo piuttosto approfondito quali fossero per noi i confini tra le discipline dell’arredamento e dell'architettura: dove cioè, un intervento di progettazione di interni passa dall’essere una "questione di ornamento" ad una "questione di sostanza" (senza "giudizio di merito" ma semplice approccio al progetto).


 

Who was Giancarlo De Carlo?

(dopo lo Star System) - With his work and the example of his life, he showed that anyone who wanted to build for people had to share in humanity’s problems and misfortunes, to struggle at its side in order to satisfy its moral and material needs. He taught that, if architecture were to be authentic, it could not be limited to a question of taste or style, but had to expand, to become an active principle that took in all human activity. John McKean, professore alla University of Brighton, traccia un profilo di Giancarlo De Carlo


 

Antonio Gaudì i Cornet (1852 – 1926)

(la ragione e "l’altro") – “Coerentemente insediato sul confine di un mondo divelto, Gaudì contempla i frantumi di una civiltà che non può più poggiare sull’elemento conoscitivo della rappresentazione e del riflesso. Incompreso e senza eredi, egli esige dalla policromia del costruire una prossimità con il movimento incipiente della vita”. Così Stefano Malpangotti introduce il ritratto di uno dei massimi geni dell’architettura. Le foto sono dell’autore.


 

XXS House, Lubiana

(la provincia non provinciale) - Una casa piccolissima, 43 mq, nel centro di Lubiana. Una ridefinizione delle stesse tipologie all’interno delle variabili legislative e dei regolamenti urbanistici locali. XXS: una casa che si caratterizza anche per il modo intelligente di operare con risorse economiche limitatissime.