03 Febbraio 2007

Genealogia e progetto

Il libro di Laura Gioeni, “Genealogia e progetto – per una riflessione filosofica sul problema del restauro”, edito da FrancoAngeli, è, per quanto ne sappiamo, il saggio più importante che sia stato scritto sull’argomento negli ultimi decenni.

L’analisi dell’autrice prende avvio dalle vicende dell’età rinascimentale, soglia a partire dalla quale ad una nuova sensibilità verso i monumenti e l’arte di quella che è stata definita l’età classica (e ai giudizi inappellabilmente negativi verso la produzione artistica medievale) si accompagna e delinea in modo sempre più problematico e complesso la questione del restauro e, quindi, quella del rapporto del presente con le preesistenze antiche.
(continua...)

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Il programma di lavoro che ci attende è strutturato in sei temi, tra di loro più o meno intrecciati. Li elenchiamo anticipando alcune chiavi di lettura. (Read the program in english)

[architettura] OFIS Arhitekti

(i paesi emergenti) – Il primo intervento dedicato ai paesi emergenti prende le mosse da uno studio d’architettura cui, tra l’altro, è stato recentemente conferito il premio nell’ambito della tredicesima edizione degli European Grand Prix for Innovation Awards. Fatto degno di nota non tanto per l’evento in sé, quanto per la qualità, giustamente riconosciuta, del lavoro e della ricerca condotti nell’arco di un decennio da parte di OFIS Arhitekti.


 

[architettura] Treehouse - Lijiang, China, 2006 - 2007

(multiple identity and hybrids) – HHF architects was founded in 2003 by Tilo Herlach, Simon Hartmann and Simon Frommenwiler. Since then HHF architects could realize several projects in Switzerland. With the “Baby Dragon”, a pavilion in the Jinhua Architecture Park in China, they could work for the first time internationally. Further projects in China and the USA, which are now under construction followed this first building abroad.


 

(sguardo su) – “Da tempo denunciamo la corruzione di questo sistema di concorsi che ha prodotto si opere architettoniche di valore ma ha anche generato, da un lato, i professionisti delle giurie (stars, critici, direttori di riviste, direttori di istituzioni culturali), e, dall’altra, un’aristocrazia di architetti miliardari, famosi, privilegiati, che hanno dato l’assalto alla diligenza senza porsi troppi scrupoli etico-professionali”.


 

[architettura] Una Biennale utile

(sguardo su) – Uno sguardo a 360 gradi sull'ultima Biennale d'architettura veneziana per criticarne (con verve anche polemica) gli aspetti negativi e far luce su quelli positivi che recuperano quell’"interesse per la complessità della società". Una posizione assai più critica è stata assunta da Luigi Prestinenza Puglisi, in uno scambio con Franco Purini.


 

[architettura] La piramide di Nazarbayev (e di Foster)

(dopo lo star system) - Che lo star system stia svendendo i valori etici dell’architettura per perseguire l’autocompiacimento fine a sè stesso, o per dare sfogo alle idiosincrasie degli stilisti alla moda, o per asservire i sogni megalomani dei potenti sembra sia un dato di fatto incontrovertibile. In merito ai megalomani ecco fresca di inaugurazione la piramide di Astana, Kazakhstan, opera di Norman Foster.


 

(transiti e metamorfosi) - Mi domando se non sia un po’ sfuggire le ragioni più profonde del fallimento dell’Urbanistica dei Piani esaltando il ruolo salvifico dell’architettura; insomma, se non sia un po’ troppo ottimistico (e persino pericoloso) individuarne le cause nelle “previsioni architetoniche di qualità”, se non sia un po’ troppo utopico restituire “piena libertà all’edilizia”, se non diventi un po’ troppo facile rifugiarsi nell’“impegno creativo sul territorio”.


 

[architettura] L'architettura del Vorarlberg

(sgaurdo su) - Un’indagine sull’architettura del Vorarlberg. I progetti selezionati dall’autore sono quelli più significativi di una mostra itinerante curata da Peter Lorenz, con il patrocinio di diverse istituzioni pubbliche, che ha toccato l’Asia, l’America del nord oltre all’Europa in cui si segnalano, tra le altre, la mostra all’istituto francese d’architettura a Parigi e alla triennale di Milano del 2004. Il testo è seguito da un’intervista a Robert Fabach.


 

[architettura] When “less is not more” but Zero Yen House

(transfer and metamorphosis) - When talking about squatter settlements, slums or favelas our mind runs immediately to the metropolises of the developing world not to the cities of industrialized countries. Instead, the work, definitely uncommon, of 28-year-old Tokyo-based architect, Kyohei Sakaguchi, takes our attention to the creativity of the homeless and neglected of the contemporary Tokio. (Leggi il testo in Italiano)